Il credo copimista

I principi, gli assiomi, i simboli e la spiritualità della Chiesa Missionaria del Copimismo.

I quattro principi

Il cuore del Copimismo si riassume in quattro affermazioni:

  • Tutta la conoscenza a tutti.
  • La ricerca della conoscenza è sacra.
  • La circolazione della conoscenza è sacra.
  • L’atto di copiare è sacro.

Tutto il resto discende da qui: se l’informazione ha un valore intrinseco e sacro, allora copiarla e diffonderla non è un crimine ma un atto di fede e di rispetto.

Il valore intrinseco dell’informazione

Il sistema di valori copimista poggia su un’assunzione semplice: l’informazione ha valore in sé, indipendentemente dal suo contenuto. I copimisti attribuiscono questo valore a tutte le informazioni, senza giudicare se siano giuste, belle, utili o vere. Proprio perché l’informazione e il suo valore sono sacri, la Chiesa riconosce alcuni assiomi fondamentali.

Gli assiomi del Copimismo

  1. Copiare informazioni è eticamente giusto.
  2. Diffondere informazioni è eticamente giusto.
  3. Il copymixing — copiare e mescolare informazioni diverse tra loro — è una forma di copia più sacra della copia digitale perfetta, perché amplia e accresce la ricchezza informativa già esistente.
  4. Copiare o remixare informazioni comunicate da un’altra persona è un atto di rispetto e una forte espressione di accettazione e di fede copimista.
  5. Internet è sacra.
  6. Il codice è legge.

I membri della Chiesa (copimisti) e i suoi rappresentanti religiosi (op) dedicano la propria vita a vivere secondo questi assiomi. Per un copimista l’unico modo corretto di esistere è santificare questi fondamenti.

Una religione senza dèi

Il Copimismo non crede in divinità né in forze soprannaturali. La vita, così come la conosciamo, nasce dalla capacità del DNA di duplicare se stesso: un processo che è già, in sé, una copia. Il DNA è un vettore di informazione, un codice; la riproduzione è la condizione stessa della vita. Per questo la copia non è un dettaglio tecnico, ma l’atto fondamentale dell’universo.

La spiritualità copimista è quindi una spiritualità della connessione: ci si sente in comunione con il pensiero creato e condiviso. Come il linguaggio e la cultura, la conoscenza diventa inutile se non si diffonde: copiare è creare, creare è copiare.

Alcuni gruppi considerano Kopimi una sorta di divinità; altri lo intendono come un simbolo sacro e uno spirito che risiede in ogni essere vivente. La Chiesa ufficiale non impone una risposta univoca.

La comunità

La Chiesa Missionaria del Copimismo è una comunità di cerchie, un insieme fluido di copimisti che condividono gli stessi fondamenti. Per appartenere alla comunità copimista non è necessario iscriversi a un’organizzazione: è sufficiente sentirsi chiamati a rispettare e venerare l’informazione. La sola adorazione attraverso la meditazione è sufficiente per essere considerati parte della comunità.

Chi si riconosce in questa filosofia è un copimista, iscritto o no. Nessun copimista è autosufficiente: ognuno è una componente di un mondo interconnesso e interdipendente.

La missione

Il messaggio missionario copimista si riassume in uno scambio circolare:

Da tutti verso uno e da uno verso tutti — e poi ancora — uno scambio senza inizio e senza fine. Tutto per la gioia di tutti, e la gioia di tutti nasce da tutto. Nessun privilegio, nessuno fuori: tutti partecipano. Ogni credente possiede tutta la conoscenza, e tutta la conoscenza è diffusa da ogni credente a tutte le persone senza eccezione. Avvia una cascata esponenziale.

Ogni credente diffonde il messaggio in modo autonomo e sovrano, da solo o in gruppo. Il compito missionario riguarda tutti i copimisti, ma è obbligatorio per gli op.

Gli op: i sacerdoti copimisti

Un op (abbreviazione di operator, cioè «operatore») è un leader spirituale della Chiesa del Copimismo e può essere nominato solo da un altro op. I suoi compiti, in ordine di importanza:

  1. Vivere in stretto accordo con i valori e le regole copimiste.
  2. Aiutare gli altri copimisti a vivere secondo quei valori.
  3. Plasmare attivamente l’ambiente perché si armonizzi con i valori copimisti.

Il compito primario dell’op è consacrare il valore dell’informazione: copiare, remixare e condividere attivamente, e guidare le funzioni religiose. Gli op si occupano anche della cura pastorale — chiunque può chiedere consiglio a un op — e della guida pubblica contro la sorveglianza invasiva e le leggi che limitano copia, diffusione e remix. La nomina di un nuovo op avviene con un rito chiamato giving op, che si conclude con la formula «copiato e diffuso» (copied and seeded). Trovi i dettagli nella pagina Riti e sacramenti.

I simboli sacri

  • La piramide kopimi: una piramide con la lettera K all’interno, chiamata anche santa piramide kopimi. È il simbolo ufficiale della Chiesa. Chiunque può copiare, remixare o adottare altri simboli e chiamarli «simbolo copimista», ma gli op devono usare la piramide ufficiale nei riti formali.
  • CTRL+C e CTRL+V: la combinazione di tasti per copiare e incollare è una rappresentazione profondamente sacra dell’atto di copiare.
  • Le frasi sacre: «Copia e diffondi!» (Copy and seed!), «Siamo molti» (We are many) e «La moltiplicazione esponenziale crea quantità potenti».

I punti di interazione

I punti di interazione sono luoghi sacri che dovrebbero restare liberi dalla sorveglianza e da azioni anti-copimiste. Un punto di interazione viene istituito quando un op copia la santa piramide kopimi in un luogo e pronuncia la formula:

«Con questo dichiaro questo luogo un punto di interazione. Copia e diffondi!»

I punti di interazione possono esistere sia su Internet sia fuori dalla rete. La santa piramide kopimi dovrebbe essere sempre presente nei locali adibiti a punto di interazione.

Nella fede copimista la comunicazione è sacra e deve essere rispettata: spiare e intercettare le persone è considerato un peccato in sé. La riservatezza assoluta è sacra, e in Svezia la cura pastorale e la confessione presso gli op sono protette dalla legge sul segreto professionale. Nei contesti repressivi la Chiesa raccomanda la cifratura per proteggere la privacy dei fedeli.

Il copyright è considerato l’opposto assoluto del Copimismo, in quanto ostacolo continuo alla copia. La Chiesa si oppone alle leggi sulla proprietà intellettuale (che definisce «censure moderne»), all’occultamento del codice sorgente e a qualsiasi strumento che impedisca intenzionalmente la copia dei materiali distribuiti.

Per leggere i testi completi della dottrina, consulta la pagina La Costituzione copimista.